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Italian Table Talk: tra Ognissanti e Halloween, tra tradizione e innovazione. Muffin co’ Santi

Ci siamo, siamo arrivati ad uno dei momenti più controversi del nostro calendario. Oggi festeggiate Halloween oppure aspettate a domani, per celebrare la festa religiosa di Ognissanti e il giorno dei Morti? State dalla parte del fronte della tradizione o dell’innovazione? o più semplicemente, da buongustai, prendete ciò che di bello entrambe le festività ci offrono, da una parte muffin e pumpkin pie, dall’altra – almeno in Toscana – qualche fetta spessa di pan co’ santi punteggiata di noci e uvetta. Con le altre ragazze dell’Italian Table Talk ci siamo dette che era un’occasione troppo interessante da lasciarci sfuggire, un banco di prova eccezionale per vedere quanta tradizione italiana e quanta innovazione anglosassone caratterizzasse questi primi giorni di inverno.

Ecco quindi che si scoprono tradizioni che stanno in bilico, che già portano in sé il seme dell’insolito, perché forse, a ben pensarci, nasce tutto dalla stessa tendenza dell’uomo ad affrontare ed esorcizzare le paure più profonde, come quella della morte, per cercare di dare una spiegazione all’imperscrutabile. E siamo ormai abituati a vedere che tutto alla fine viene ricondotto al cibo, un potente strumento di condivisione e celebrazione. Seguiteci quindi a scoprire ricette più o meno tradizionali oggi: dalla parte della tradizione abbiamo il pan de’ morti di Jasmine e la torta di patate dolci di Valeria, mentre dalla parte dell’innovazione i biscotti di Ognissanti di Emiko i miei muffin co’ santi.

Quando nonna era piccola, prima del passaggio del fronte americano che portò non solo rock’n’roll e cioccolato ma anche tradizioni e festività non nostre, già si usava intagliare una grossa zucca gialla, con occhi, naso e bocca sbilenca, per poi metterla la sera di Ognissanti sul pozzo di casa, con una candela accesa dentro, per proiettare ombre spaventose sul muro. Era la morte secca, un benvenuto macabro alla festività religiosa di Ognissanti, che ne testimonia una lontana origine pagana.

Il menu era sempre lo stesso: minestra in brodo (brodo buono, con la gallina o meglio il cappone), uccellini arrosto e patate e pan co’ santi, ricco di noci, uvetta e pepe, un dolce senese che tradisce la sua origine medioevale, dei tempi degli speziali.

Per me Ognissanti è sempre stato il weekend in cui rinnovare un cappottino invernale, un paio di pantaloni di velluto o un nuovo golfino di lana, da indossare con quei collettini di pizzo aggiunti sopra, non so se ve li ricordate e se anche voi avete avuto la sorte di incontrarli nel vostro cammino negli anni ’80. Era spesso un giorno da passare a San Gimignano da nonno Remigio con tutta la famiglia e mia cugina Margherita, con l’arrosto di zia e il pan co’ santi comprato in un forno a San Gimignano. A casa da scuola per un giorno o due, era per me l’inizio ufficiale dell’inverno, della stagione delle caldarroste. Inconsapevolmente ha sempre avuto il significato celtico della festa di Samhain.

Sia Halloween che Ognissanti hanno infatti origini comuni: si celebra il momento di maggior contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Che fosse Pomona per i Romani o Samhain per i Celti, era questo il momento in cui si passava dalla stagione estiva della vita, del raccolto e dell’abbondanza all’inverno, la stagione morta, in cui la natura dorme quieta.

Oggi – come si dice da noi – ho voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botte: ho fatto un dolce veloce che non appartiene alla nostra tradizione gastronomica, i muffin, ma li ho arricchiti con noci, uvetta, vino rosso e pepe nero, come si addice al pan co’ santi toscano. Un modo per apprezzare in pochissimo tempo un gusto antico che tante volte richiede troppo tempo, e si sa, in questi giorni siamo tutti di fretta.

La ricetta è adattata da quella dei muffin alla frutta secca del libro Dolci di Pam Corbin, della collana River Cottage. Sono ricette semplici che richiedono di essere fatte con un grembiule a fiori e un mestolo di legno, piccolo e maneggevole è uno dei miei libri preferiti ultimamente. Grazie Emiko che me lo hai regalato per il compleanno. Se invece cercate la ricetta del pan co’ santi di zia Teresa e di Gelsomino, eccola qui, testata più e più volte, ormai è completamente garantita.

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Muffin co' Santi

Preparazione10 min
Cottura20 min
Tempo totale30 min
Portata: Dolce
Cucina: Toscana reinterpretata
Porzioni: 12 muffin
Chef: Giulia

Ingredienti

  • 125 g di farina 00
  • 125 g di farina integrale
  • 2 cucchiaini di lievito in polvere
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 cucchiaino di pepe nero macinato
  • Un pizzico di sale
  • 100 g di zucchero di canna + qualche cucchiaio per spolverare i muffin
  • 125 ml di vino rosso
  • 125 ml di yogurt naturale
  • 100 ml di olio extra vergine di oliva
  • 1 uovo
  • 4 manciate di noci tritate
  • 2 manciate di uvetta rinvenuta nell'acqua e strizzata

Istruzioni

  • Preriscalda il forno a 200°C.
  • Setaccia le due farine, il lievito, il bicarbonato, il pepe e il sale in una ciotola ampia, poi aggiungi lo zucchero di canna.
  • In un'altra ciotola versa tutti gli ingredienti liquidi: il vino rosso, lo yogurt, l'olio extra vergine di oliva e lo yogurt. Sbatti tutti gli ingredienti fino a che non sono omogenei.
  • Versa gli ingredienti liquidi nella ciotola con gli ingredienti asciutti e mescola delicatamente, ripulendo bene i bordi senza lavorare troppo l'impasto, giusto per sciogliere gli eventuali grumi di farina.
  • Aggiungi le noci tritate e l'uvetta strizzata e mescola accoratamente.
  • Distribuisci il composto in 12 stampini da muffin foderati con i pirottini di carta. Riempi gli stampi per tre quarti della loro capienza e spolverali con un pizzico di zucchero di canna per ottenere dei muffin croccanti e glassati in superficie.
  • Cuoci i muffin per circa 20 minuti fino a che non saranno gonfi, dorati ed elastici.
  • Lasciali raffreddare su una griglia di metallo prima di mangiarli.

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This Post Has 15 Comments
  1. Finalmente qualcuno che riconosce le origini del tutto nostrane di Halloween!!! Personalmente passerò la serata a battermi il petto su morti e santi vari, per far piacere a mia suocera, ma col cuore accolgo anch’io l’arrivo dell’inverno, con un cappottino nuovo comprato alle Aran e un cappellino viola da streghetta/zitella british comprato a Galway.
    Sai che non conoscevo il Pan co’ Santi? La tua idea di farne dei muffin è molto bella, ma che te lo dico a fare, sei tu!!!

  2. Ciao Juls, per chi mi segue già da un po’ sa che sono allergica a qualunque festività: non festeggio più da anni Natale, compleanni, anniversari, Capodanno, Halloween, ognisanti, festa della mamma, del papà, del nonno, onomastici e ricorrenze. Mi sono allontanata da questo per alcune ragioni: 1) commerciali. Io mio babbo festeggiava con un mandarino nel calzino e un arrosto una volta all’anno perchè era davvero una festa, ora trovo i panettoni nel mese di settembre sulle corsie degli scaffali dei supermercati e questo mi fa accapponare la pelle 2) in ogni momento dell’anno possiamo mangiare tutto (o quasi), quindi se voglio il salmone affumicato con le tartine o il brodo di cappone perchè devo aspettare il Natale?
    Quindi personalmente mi piace festeggiare il ‘NON-compleanno’, il ‘NON-Natale’, ecc. e torno a casa con doni e pasticcini nei momenti più impensati dell’anno. Ecco, i tuoi splendidi muffin li preparerò per il 21 novembre? Cosa festeggio? Il mio ‘NON-Halloween’ e ‘NON-Ognisanti’ 🙂 Un abbraccio

  3. Io resto ancorata alla tradizione, e nel pentolone farò bollire i ceci che dai noi passano sempre per la festa. Amo festeggiare tutto quello che passa per il calendario: insomma, sono l’opposto di Robi, a cui voglio peraltro un granbene, e so che lei non me ne vorrà! 🙂 Ma le tradizioni mi scaldano il cuore e mi riportano indietro nel tempo, mi danno un senso di sicurezza, loro ci sono, ogni anno. Sono lì, e noi non possiamo fare finta che non ci siano. Possiamo non festeggiarle, è vero. Ma loro ci sono comunque. Ed è questo il bello. Ricordo anche io il completo nuovo per Ognisanti, quando andavo in giro a trovare anche i parenti vivi… che avevano tanti occhi per guardarmi. Ho perso un pò questa tradizione a dire il vero, a cui mia mamma teneva tantissimo. Ma non sarà difficile riprendermela! Chi non adora fare shopping? I tuoi muffin? Una libidine. Un bacino! Sere

  4. Certo che me li ricordo quei malefici colletti.. litigi su litigi con mia mamma che me li voleva mettere er forza e a me pizzicavano da morire! X nn parlare di calzettoni con le gonne al ginocchio.. un ci si poteva guardare da piccole!
    non lo conosco nemmeno io il pan de’ morti, ma a casa mia non si festeggia Ognissanti, beh.. Nn si festeggiava nemmen Halloween finchè nn h scoperto i Celti e Samain.. adesso io festeggio la fine dell’estate e l’inizio del tempo del riposo, che poi sia un tripudio di zucche, scherzi e affini pazienza, mi diverto così questo giorno e poi scanso il Carnevale cui sono allergica 😉
    Stupendi i tuoi muffins.. da provare!
    A presto
    Paola

  5. Ciao Giulia,
    io da piccola ho sempre festeggiato i morti, aspettavo la mattina del 2 novembre carica di desideri e aspettative. In Sicilia i morti portano (portavano?) ai bimbi dei doni, di solito piccoli giochi e caramelle. Era un’occasione per trascorrere dei giorni in famiglia e viziarsi con i dolci tradizionali. Con il tempo anch’io ho scoperto halloween e usanze diverse dalle nostre ma altrettanto affascinanti.
    Quindi ben vengano le contaminazioni, anche culinarie, se sono occasione di serenità e gioia condivisa.

    Claudia

    ps: le foto di questo post sono particolarmente speciali, ci tenevo a dirtelo.

  6. da noi si “festeggiava” più la ricorrenza dei morti che non quella dei santi che la trovo tipica anglosassone ma importata
    ottima la tua ricetta dei muffin, bello anche il colore che hanno 🙂

  7. Trovo l’idea di unire la tradizione anglo/americana con gli ingredienti tipici della tua terra una perfetta soluzione! Io avrei aggiunto anche un pizzico di cannella che mi piace sempre usare in questo periodo. Ah, ovviamente foto bellissime!
    Un abbraccio,

    Nadia – Alte Forchette –

  8. Che meraviglia questo angolo di paradiso.
    Grazie per avercelo fatto scoprire Juls.
    Ogni volta che leggo un tuo post mia sale addosso un pò di malinconia. Malinconia positiva, eh? Per non conoscere così bene quanto vorrei una regione splendida come la tua.
    Mi sono comprata la guida Routard Toscana, hai visto che fantastica che è?
    La sognavo da tempo, le ho praticamente di tutti i paesi in cui sono stata. Ma ora nelle ultime pagine delle Note personali aggiungo sicuramente questo tuo suggerimento.


  9. Buongiorno Giulia, per la festività dei Santi ogni anno faccio il pan de’ santi ieri sera però ho voluto provare i tuoi Muffin co’ santi e sono strepitosi!!! Felice di averti incontrato sei bravissima! buona giornata

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