Galeotta fu la montagna, e uno strudel di mele…
Sono uscita dalla piscina con una giacca leggera, i capelli ancora umidi e le caviglie scoperte. Nel parcheggio si sentivano i grilli, e si vedevano le stelle far capolino tra i pini.
Sono tornata a casa avendo addosso la sensazione di una sera di fine estate, nonostante il calendario fosse fermo a ottobre da una ventina di giorni. Abbiamo dormito con le gambe fuori dalle coperte e le finestre spalancate, facendo entrare i rumori di una campagna inquieta, tra i cani che abbaiavano alla luna, il gracidare delle rane nel fosso sotto casa e i lupi che ululavano nel bosco, sentiti con un po’ di spavento per la prima volta in vita mia.
La mattina dopo il cielo era velato e il vento profumava di pioggia.
L’autunno era finalmente arrivato: a dirlo non era solo l’app del meteo, la mia più recente ossessione, ma la pioggia che dopo qualche ora tamburellava sui vetri, i cani addormentati sui loro cuscini, la cucina che profumava di zucca al forno.
Finalmente il tempo fuori era in accordo con la mia stagione interiore. Il mio desiderio di casa e di camino, la voglia di zuppe calde e di olio nuovo avevano trovato una conferma nella prima giornata di pioggia.
E mi viene voglia di mettere le mani in pasta, ancora e ancora, di fare il pane integrale per colazione, e i pancake la domenica, da mangiare con ricotta e confettura di prugne speziate. Mi torna la voglia di cioccolato – ok, no, quella non è mai sparita, ma finalmente posso usarlo nei biscotti che offro con il caffè durante i corsi di cucina –, e di dolci speziati: noce moscata, vaniglia e cannella. Aggiungo queste spezie ai dolci più comuni. Il semplice gesto di impastare diventa un rito di invocazione dell’autunno, la stagione più dolce e malinconica. E così non è passato troppo tempo prima che infornassi il primo strudel di mele alla cannella.
Il tempo delle mele. Lo strudel di mele
Per la terza ricetta del tempo delle mele, ho voluto chiudere il menù con un classico, lo strudel di mele, speziato di cannella, con uvetta e pinoli. Con i classici non si sbaglia mai, soprattutto quando sono legati a uno dei primi ricordi che ho di Tommaso.
Galeotta fu la montagna, e uno strudel di mele
Fino a qualche anno fa per lo strudel dolce, come per quello salato, ho sempre usato la pasta sfoglia comprata. E qui da noi, in Toscana, l’ho sempre mangiato fatto con quella, nei ristoranti o a casa di amici. È servito Tommaso, e la nostra prima vacanza insieme, a farmi aprire gli occhi sulla sfoglia dello strudel.
Eravamo in cinque in macchina, direzione Trentino.
Era la mia prima vacanza in montagna in inverno, tra la neve, da grande. L’ultima volta che ero stata in montagna avevo tre anni e gli unici ricordi che avevo di quella vacanza erano una scatola di Lego, una minestrina con l’uovo e un Babbo Natale su una slitta.
Avevo conosciuto Tommaso una decina di giorni prima, in una pizzeria a Firenze, insieme ad altri ragazzi e ragazze che ora sono tra i miei migliori amici. Mi avevano chiesto se volevo unirmi a loro per passare l’ultimo dell’anno in montagna. Mi sembrava un buon modo per festeggiare la conclusione del primo anno da libera professionista, in cui mi ero concessa ben pochi momenti di svago.
Per tutto il viaggio Tommaso non aveva fatto che ripetere che appena arrivato voleva una fetta di strudel e una cioccolata calda. Io mi chiedevo perché sognasse tanto lo strudel, che nella mia esperienza era un dolce piuttosto banale. Non era forse meglio una Sacher, magari con un po’ di panna?
Quando, seduti in un bar con la neve fuori, ho affondato la forchetta nella mia prima fetta di strudel fatto come si deve, ho trovato una sfoglia friabile e leggera, un ripieno denso di mele, quasi fondente, che si scioglieva in bocca. E poi pinoli, uvetta e tanta cannella, e un velo di zucchero sopra, come una spolverata di neve leggera.
Insieme alle ciaspole, alla discesa notturna in slittino, al vin brûlé e a un nuovo gruppo di amici, quella vacanza in montagna mi aveva regalato anche un nuovo amore per lo strudel.
Lo strudel di mele
Oggi quando faccio lo strudel – che sia dolce o salato – uso quasi sempre questo impasto, con rare eccezioni (vedi ad esempio questo strudel salato con zucca e patate, fatto invece con un impasto a base di burro veloce, ma che regala un risultato quasi sfogliato). Fatto solo con farina, acqua e olio, rimane leggero, friabile, e delicato, si fa in pochissimi minuti e, dopo una notte di riposo, è anche molto facile da stendere.
Ti consiglio quindi di iniziare il giorno prima o, in caso, ameno qualche ora prima, in modo da dare all’impasto il tempo necessario per “rilassarsi”. Vedrai che sarà estremamente più semplice da stendere, sottile sottile, fino quasi a diventare trasparente. Questa volta non ho aggiunto pangrattato al ripieno, per esaltare il sapore delle mele, e la loro consistenza morbida una volta cotte. A volte, però, ne aggiungo qualche cucchiaio cotto in padella con burro e zucchero.
E ora, la ricetta, per la tua prossima colazione o merenda di stagione.
Strudel di mele
Ingredienti
Per la pasta dello strudel
- 120 g farina 0
- ½ cucchiaino sale
- 1 cucchiaio olio extra vergine di oliva
- 60 g acqua tiepida
Per lo strudel
- 1,2 kg mele
- 1 cucchiaino cannella in polvere
- 100 g zucchero
- 1 cucchiaio pinoli
- 2 cucchiai uvetta
- 1 tazzina vinsanto
- 1 uovo
- zucchero a velo
Istruzioni
- Iniziate preparando la pasta dello strudel. Versate la farina su una spianatoia, aggiungete il sale e l’olio e poi iniziate a impastare, aggiungendo gradualmente l’acqua tiepida. Lavorate l’impasto finché non sarà morbido e liscio, poi avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo fino al giorno successivo.
- Il giorno successivo, togliete l’impasto dal frigo e, mentre torna a temperatura ambiante, preparate il ripieno.
- Mettete l’uvetta in ammollo nel vinsanto.
- Sbucciate le mele e tagliatele a fettine, poi raccoglietele in una ciotola e aggiungete lo zucchero, i pinoli, la cannella e l’uvetta strizzata.
- Stendete ora l’impasto dello strudel con l’aiuto di un po’ di farina in una sfoglia larga e sottilissima di circa 50x30 cm. Alzate la sfoglia con l’aiuto di un matterello e sistematela su un canovaccio infarinato. Sistemate il ripieno su metà dello strudel, lasciando qualche centimetro ai bordi. Richiudete i bordi su se stessi per trattenere il ripieno al loro interno e poi avvolgete lo strudel su se stesso, aiutandovi con il canovaccio.
- Trasferite delicatamente lo strudel in una teglia foderata di carta da forno, con la chiusura in basso, poi spolveratelo per togliere la farina in eccesso e spennellatelo con un uovo sbattuto. Infornate lo strudel e cuocetelo in forno caldo a 180°C per circa 40 minuti, finché non sarà dorato e croccante.
- Servitelo tiepido o freddo, spolverato di zucchero a velo, o accompagnatelo con una pallina di gelato alla crema.
Servi lo strudel di mele con…
Le opzioni per un menù autunnale si moltiplicano. Negli ultimi due post ti ho dato tante idee a base di mele, oggi invece mi sono affacciata sui banchi del mercato scegliendo i porcini per un risotto e fagioli e salsicce per un secondo piatto che riscalda e corrobora. A conclusione, lo strudel di mele, anche se non serve la scusa di un menù per infornare uno strudel, visto che da noi sparisce velocemente tra merende e colazioni.
- Risotto ai funghi porcini. Questo è il modo classico con cui noi facciamo il risotto a casa, classico per noi ma eretico per la tradizione dei risotti, ammettiamolo. Niente burro, ma olio extravergine di oliva e una mantecatura energica durante tutta la cottura del riso, in modo che i chicchi rilasciano il loro amido.
- Polpette all’uccelletto. I fagioli all’uccelletto sono forse uno dei piatti più iconici della cucina toscana: ha fagioli e salsicce, cotti insieme a fuoco dolce fino a che i fagioli non diventano cremosi e le salsicce non rilasciano grasso e sapore. Io ho trasformato le salsicce in polpette, ho aggiunto i semi di finocchio e ho cotto tutto insieme.
Insalata di mele e speck
Come ti avevo anticipato, le ricette dello speciale mele sono quattro. Ho iniziato con un risotto con trota affumicata e mele, poi ci sono stati i medaglioni di maiale avvolti nel lardo con mele e cipolle, e oggi, per concludere, ci siamo addolciti la bocca con lo strudel di mele.
Manca l’ultima ricetta, un’insalata di mele, speck e formaggio. Abbiamo assaggiato quest’insalata in Trentino, al Pineta Hotels, e da allora l’abbiamo già rifatta numerose volte, sia come antipasto– mi piace aprire i pranzi più impegnativi con qualcosa di fresco e appetitoso – ma anche come contorno a un petto di pollo al limone. Troverai la ricetta nella prossima newsletter, che arriverà nella tua casella di posta giovedì 31 ottobre. Se non sei ancora iscritto, puoi farlo qui.
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Siamo in finale anche ai Macchianera Internet Awards 2019, come miglior food blogger. Questo è un premio a cui sono molto legata: in finale ogni anno dal 2012, nel 2013 vinsi come miglior food blogger e mi ritrovai a piagnucolare su un palco dall’emozione. Se vuoi votarci, puoi farlo qui.
che bello questo racconto, da allo strudel tutto un altro senso. Anche io trovo banale lo strudel fatto con la pasta sfoglia anche se è ciò che molti vogliono perchè così è più facile da fare. Credo che dopo la tua ricetta degli gnudi che ho rivisitato anche questa sarà adottata dal mio blog. Un abbraccio Giulia cara
grazie Serena, un abbraccio a te!
Un racconto davvero meraviglioso, che mi riporta alla mente i ricordi dei posti in cui assaporando lo strudel di mele mi godevo panorami di montagna fantastici. Leggendo il post è come se fossi tornato di nuovo lì. Complimenti davvero!
[…] anni, ho racchiuso alcuni dei miei ricordi più cari: il mio salto nel mondo del food writing, quando ho conosciuto Tommaso, il nostro matrimonio, l’arrivo di Livia e quando sono diventata mamma. C’era […]