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Pasta e fagioli. La tradizione che ti abbraccia.

Arriva Natale, e anche se quest’anno sarà del tutto diverso da quello che è stato negli anni passati, ci sono costanti che non cambiano.

Ci sono i giorni di festa, quelli segnati di rosso sul calendario, fatti di pranzi e cene che si allungano e quasi si confondono, anche nell’intimità essenziale di una famiglia. Poi ci sono gli altri giorni, quelli comuni.

Sono i giorni in cui si torna al lavoro, in ufficio o in quell’angolo di casa con la scrivania che nei mesi passati hai riorganizzato perché ti donasse concentrazione e perché creasse un senso di continuità col prima della pandemia.

Nel nostro caso, questi sono i giorni in cui si riprende in mano tutto quello che abbiamo fatto nel corso dell’anno. Si fanno bilanci e programmi, previsioni, scommesse, salti di fiducia nel buio. Un tempo li chiamavo sogni, oggi preferisco chiamarli con un altro nome: progetti. Accanto all’idea vaga di qualcosa che mi piace e che vorrei realizzare ci metto infatti numeri, quantità, ore di impegno, competenze, collaborazioni e professionalità.

Se nei giorni di festa il menù richiede più lavoro, tra antipasti, dolci e arrosti che spandono per casa il profumo confortante dei pranzi della tradizione, negli altri giorni preferisco puntare alla semplicità.

Ma sono pur sempre giorni che sì, sono comuni, ma son vicini, stretti e circondati dai giorni rossi del calendario, e che per questo richiedono un’attenzione in più, quasi a voler celebrare l’ordinario, che quest’anno ha richiesto un impegno impensabile.

Pasta e fagioli

Mentre lavoriamo al tavolo di cucina, quello col marmo giallo che è passato di mano in mano all’interno della mia famiglia fino ad approdare qui, metto sul fuoco una pentola di fagioli. La sera prima, mentre spegnevo le lucine dell’albero prima di andare a letto, li ho messi a mollo in una ciotola piena di acqua, così ora devo solo cuocerli. Niente batte la cremosità e il sapore pieno dei fagioli cotti nel forno a legna, dopo la pizza e il pane, ma in questi giorni ho rivalutato il tepore di una pentola di fagioli che sobbolle sul fuoco, mentre la vita le scorre accanto.

Quando i fagioli sono pronti, mentre proseguono i nostri ragionamenti e i nostri bilanci, mi sposto accanto ai fornelli e metto su una pasta e fagioli, uno dei piatti che meglio rappresentano l’ideale della tradizione che ti abbraccia, specialmente nei giorni più freddi, più difficili e che più richiedono impegno, proprio come quei giorni comuni stretti tra i giorni di festa.

Pasta e fagioli

Pasta e fagioli

Ricetta sviluppata in collaborazione con Pastificio Liguori.

Il Pastificio Liguori è tra i più antichi in Italia: le sue origini risalgono al 1795. Per fare la pasta, utilizzano i migliori grani duri del sud Italia e l’acqua incontaminata del Parco Regionale dei Monti Lattari, un’acqua sorgiva che con le sue caratteristiche chimico-fisiche contribuisce al sapore unico della pasta Liguori. Dopo l’attenzione alle materie prime di partenza, la pasta Liguori è prodotta in maniera tradizionale: trafilata al bronzo, essiccata lentamente a bassa temperatura.

A ciò si aggiunge la certificazione IGP, data dalla produzione sul territorio di Gragnano, un territorio unico per le sue condizioni climatiche, che garantisce un prodotto di qualità superiore. Per la ricetta di oggi ho scelto un formato versatile, i Ditali Rigati n.83, adatti a minestre più asciutte proprio come la pasta e fagioli.

Pasta e fagioli

Pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie: la cucina povera italiana ha sempre avuto un’attenzione particolare per quei piatti unici, ben bilanciati, corroboranti, fatti con ingredienti semplici, da dispensa, che una volta messi insieme restituiscono più della somma delle parti.

Tra le numerose paste e legumi della tradizione gastronomica italiana, qualcosa che accomuna tutta la penisola, da Nord a Sud, pasta e fagioli è forse la mia preferita.

È tanto essenziale nella sua preparazione e nella lista degli ingredienti quanto ricca e complessa all’assaggio. Un classico battuto di partenza, spesso qualche bastoncino di pancetta – ma anche la cotenna avanzata del prosciutto, a camuffare la povertà del piatto –, poi fagioli cannellini, o una varietà locale come gli zolfini, una buona pasta e un cucchiaio di concentrato di pomodoro, per dare sapore e colore. Si finisce con un giro d’olio a crudo e un po’ di pepe nero appena macinato.

Pasta e fagioli

Pasta e fagioli
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Pasta e fagioli

Un classico battuto di partenza, poi fagioli cannellini, una buona pasta e un cucchiaio di concentrato di pomodoro, per dare sapore e colore.
Portata Primo
Cucina Italiana
Keyword fagioli, pasta
Preparazione 5 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo totale 35 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti

  • ½ carota
  • ½ costa di sedano
  • ½ cipolla bianca
  • 4 cucchiai olio extra vergine di oliva
  • 50 g pancetta
  • 700 g fagioli cannellini già cotti
  • 600 ml acqua di cottura dei fagioli
  • 1 cucchiaio concentrato di pomodoro
  • 200 g Ditali rigati Pastificio Liguori
  • Sale
  • Pepe nero appena macinato

Istruzioni

  • Fate un battuto fine di carota, sedano e cipolla e rosolatelo per cinque minuti a fuoco basso in una pentola dal fondo spesso con l’olio e la pancetta, tritata sottilmente.
  • Versate in pentola i fagioli cannellini e la loro acqua di cottura e aggiungete un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Regolate di sale.
  • Portate a ebollizione a fuoco medio e a questo punto aggiungete i ditali rigati Pastificio Liguori. Cuocete la pasta secondo le indicazioni, mescolando di tanto in tanto.
  • Appena la pasta è cotta togliete dal fuoco: i fagioli renderanno la minestra cremosa senza la necessità di aggiungere formaggio. Servite la pasta e fagioli con un filo d’olio a crudo e un po’ di pepe nero appena macinato.
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Altri piatti da giorni freddi

  • Pasta e patate. Come ben si addice ad un piatto povero della tradizione italiana, da pochissimi ingredienti usati in maniera intelligente si ottiene un gusto ricco pieno di sapore, una consistenza cremosa e vellutata, resa piacevole dall’alternarsi delle patate e della pasta ai cubetti di crosta di Parmigiano.
  • Zuppa di ceci e maltagliati. È una zuppa sostanziosa ed economica, un piatto unico autunnale che sazia con un briciolo di fantasia in più. I ceci sono cotti per tre ore a fuoco basso con un battuto abbondante di carote, sedano e cipolla che danno sapore e colore. Mentre la zuppa cuoce si preparano i maltagliati al rosmarino.
  • Zuppa di patate, porcini e castagne. Ecco una zuppa casalinga, non ricercata, un piatto che può sicuramente far contenti i vostri amici a cena, lasciandoli con il ricordo di una zuppa calda e fumante che li ha accolti alla vostra tavola. E farà contenti anche voi, perché la potrete preparare in anticipo, non richiede particolari attenzioni e quindi potrete dedicarvi al dolce o al secondo mentre la zuppa borbotta piano sul fuoco.

 

Pasta e fagioli

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