skip to Main Content

Bosco, mercato e cucina. L’autunno è arrivato con l’arrosto di tacchino

Vivo a pochi passi da una pineta che mi ha sempre incuriosita. Da piccina non mi era permesso andarci da sola, dovevo sempre essere accompagnata da un adulto, perché non sai mai chi puoi incontrare, nel bosco fa buio prima e poi ti perdi… Tutti questi avvertimenti hanno sempre caricato ogni passeggiata di mistero. Mi guardavo intorno e ascoltavo ogni rumore, attenta a ogni cambiamento di luce o al silenzio improvviso di uccelli e insetti. Invece che spaventarmi tutto questo rendeva la pineta ancora più avventurosa, un sentimento che mi accompagna ancora oggi.

Quando da grande sono riuscita ad affrancarmi dalla necessità di richiedere il permesso per andare in pineta, ho vissuto ogni passeggiata tra quegli alberi come un dono di libertà e di fiducia immenso, ho affidato al bosco i miei segreti, ho stretto patti con le stagioni e con il vento, che ormai non mi spaventava più.

Uno degli obiettivi del mio nuovo modo di affrontare il lavoro e la vita è anche quello di concedermi più spesso queste passeggiate rigeneranti, che mi rimettono con i piedi per terra e mi fanno capire da dove vengo. 

Poco prima del Three Acres Gathering, tra pasti da organizzare, visite alle aziende e spesa al mercato, ho preso le mie amiche per mano e le ho portate in pineta, con la scusa di cercare qualche decorazione naturale per la tavola di benvenuto, ma con l’intento non tanto mascherato di staccare un po’ dalla pressione e dalla responsabilità dell’organizzazione del weekend e respirare in libertà l’aria del bosco.

Lì mi sono resa conto che era arrivato.

Bosco in autunno

L’autunno è arrivato nel bosco, lo vedi dalla strada che lo attraversa. Non è più polverosa, ma solcata da pozzanghere larghe che riflettono il cielo e i suoi umori. Le foglie cominciano ad attutire i tuoi passi, i cespugli sono colorati da bacche di rosa canina e di ginepro.

Ogni tanto senti il tonfo sordo di una pigna che si stacca dall’albero, o di un ramo che si arrende al peso del tempo e cade sulla macchia sottostante.

L’autunno è la stagione più riflessiva, finalmente puoi tirare un sospiro di sollievo. È la stagione che dopo le avventure estive nelle giornate di luce senza fine ti riporta in casa, a cercare il calore di una stufa. Nei giorni di sole, però, riesce ancora a invitarti fuori: lo fa con i suoi colori caldi, con la promessa di un sole tiepido che ti fa sbottonare la giacca per godere di ogni raggio. Allora abbandoni volentieri il tepore delle quattro mura per concederti un’avventura fuori, godendo di quelle ore rubate alla pioggia.

La pineta ci ha chiamate in un pomeriggio autunnale e ci ha riempito gli occhi di colori.

Carciofi al mercato

Mele al mercato  Funghi al mercato

L’autunno è arrivato al mercato. Cammino tra i banchi del mercato e sento il cambio della stagione, sento il tempo che mi scorre accanto, cambia la scenografia rapidamente alle mie spalle. Un momento prima ci sono pomodori ovunque, annuso nell’aria il profumo inconfondibile delle loro foglie che mi ancora all’estate in maniera prepotente. Mi distraggo un attimo e il rosso è stato sostituito dai colori del sottobosco. 

Spuntano sui banchi funghi e castagne, una scalatura perfetta nei toni del marrone, colori che farebbero impazzire un pittore o uno stilista. Mele e pere adesso tengono banco. Mi piace cercare quelle locali, più piccine, magari non perfette, un po’ rugginose. L’olio nuovo è pubblicizzato sui piccoli banchi dei produttori locali, ti invitano ad assaggiarlo con un tozzetto di pane, la mollica si inzuppa e poco dopo senti in bocca il succo delle olive, poi il pizzicore arriva in gola e tossici ridendo. È quello il sapore dell’olio toscano, dell’olio di casa verde e piccantino, delle merende con la bruschetta fatta sul camino e strusciata con l’aglio.

Mi passa la voglia delle insalate e comincio a comporre mentalmente menu più complessi, che contemplano fuochi e forno, riempio la busta della spesa e mi precipito in cucina con la frenesia di trasformare le idee in sapori e profumi, come se stessi abbracciando per la prima volta la nuova stagione.

Arrosto di tacchino

L’autunno è arrivato in cucina. Nonna prepara il pranzo la mattina sul presto, lascia la finestra socchiusa mentre è nella sua cucina piccola piccola per far entrare un po’ d’aria fresca, per controllare Noa in giardino e vedere chi passa nel nostro paesino di cinquanta anime in campagna.

Gli odori della sua cucina, quell’aglio soffritto piano piano nell’olio come solo lei sa fare, quel sugo mescolato con pazienza con il mestolo di legno, scappano attraverso lo spiraglio della finestra aperta e vengono su al primo piano, a bussare alle mie finestre, a solleticare l’appetito e a rassicurarmi, perché gli anni passano, le stagioni si rincorrono, ma puntuali come ogni autunno tornano i profumi del bosco uniti a quelli della cucina di mia nonna.

Arrosto di tacchino  Arrosto di tacchino

Arrosto di tacchino ai funghi

Ricetta in collaborazione con Lagostina.

Con l’arrivo dell’autunno e della rinnovata voglia di passare ore in cucina, Lagostina mi ha inviato la nuova batteria Ingenio, una linea antiaderente.

Eravamo partiti con una cucina pulita e lineare, ma dopo pochi mesi sta ricadendo di nuovo nel caos creativo: il manico amovibile di Ingenio fa sì che possano facilmente impilare tutti i corpi pentola – la casseruola, il wok, il tegame e la padella -, aiutandomi a gestire meglio il poco spazio rimasto, e mi permette anche di usare lo stesso tegame sul piano cottura, in forno, in frigo e direttamente in tavola, come si fa in famiglia. 

Per il primo arrosto della stagione ho messo insieme i profumi del bosco, un po’ di funghi insaporiti con aglio, nepitella e timo fresco, e quelli più tradizionali della macelleria. Ora che il fresco è tornato a farci desiderare piatti più ricchi, tornano anche i salumi tipici, la gota bollita, il guanciale, la pancetta… vado da Luciano, il mio macellaio, e scruto i salumi appesi in alto nel negozio, tutti fatti da loro come si faceva una volta, sai. 

Mi sono fatta aprire il petto di tacchino, l’ho coperto prima di pancetta tagliata sottile e poi ci ho messo sopra i funghi, l’ho avvolto su se stesso e fermato con un po’ di spago. Prima l’ho arrostito bene sui fornelli, poi ho aggiunto le patate, un po’ di vino bianco, e ho trasferito la casseruola direttamente in forno, a finire di cuocere. Da qui il passo fino alla tavola è stato breve.

4.34 da 3 voti
Arrosto di tacchino
Arrosto di tacchino ai funghi
Preparazione
10 min
Cottura
1 h
Tempo totale
1 h 10 min
 
Piatto: Secondo
Cucina: Italiana
Porzioni: 6
Chef: Giulia
Ingredienti
  • 500 g di fesa di tacchino aperta a libro
  • 100 g di pancetta stesa tagliata in fette sottili
  • 150 g di funghi misti
  • Sale
  • Pepe
  • Olio extra vergine di oliva
  • 1 spicchio di aglio
  • Timo fresco
  • Nepitella fresca
  • 200 g di patate novelle
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
Istruzioni
  1. Affettate i funghi e cuoceteli in padella con olio, sale, pepe, uno spicchio di aglio schiacciato e qualche rametto di timo e nepitella. Una volta pronti e ben asciutti tritateli bene e metteteli da parte.
  2. Stendete il tacchino su un tagliere, copritelo con le fette di pancetta allineandole una accanto all’altra. Lasciate da parte tre o quattro fette di pancetta per foderare il tacchino anche all’esterno.
  3. Coprite la pancetta con i funghi trifolati e avvolgete il tacchino su se stesso, premendolo bene per non far uscire il ripieno. Usate le ultime fette di pancetta per avvolgerlo, poi fermate il tacchino con lo spago da macellaio.
  4. Coprite di olio il fondo della casseruola bassa Ingenio, scaldatelo e, quando è ben caldo, adagiateci il tacchino. Arrostitelo a fuoco medio facendolo dorare su tutti i lati, serviranno circa 10 minuti. A questo punto aggiungete le patate novelle.
  5. Trasferite la casseruola in forno, bagnate il tacchino con il vino bianco e cuocetelo in forno ventilato a 200°C per circa 40 minuti, bagnandolo di tanto in tanto con il fondo di cottura.
  6. Lasciatelo riposare almeno un’ora prima di affettarlo. Scaldate il fondo di cottura e servite il tacchino tagliato a fette, con il sughetto di accompagnamento e le patate novelle arrosto.

 

Arrosto di tacchino  Bosco in autunno

Link Love

Sharing is caring:
This Post Has 16 Comments
  1. Carissima Giulia, come sempre mi fai sognare.
    Mi perdo nelle tue parole, i tuoi profumi diventano i miei, riesco a sentire il rumore delle foglie e della pigna, il profumo dell’olio al caldo del camino.
    In questo momento sono soltanto davanti al pc ma in un insolito silenzio di casa mia!

    1. Cara Cinzia, io ti ci vedo davanti a quel pc nell’insolito silenzio, e provo a mandarti un po’ dell’odore di camino che in questo momento mi solletica le narici, mentre scrivo!

      1. A volte è davvero strano come una persona che non conosci possa trasmetterti così tanto, questo mi succede con poche blogger professioniste come lo sei tu.
        Ero al pc alla ricerca d’ispirazione per il Natale, adoro fare tutto con le mie mani soprattutto in cucina, cerco appunto idee e poi finisco col perdermi tra le righe.
        Buona continuazione…

  2. Ciao, non so se la conosci e l’hai già proposta, a casa da mia suocera (San Casciano Val di Pesa) in questo periodo è tradizione l’arista con crema di porri!
    …Buon lavoro e saluti da Firenze
    Giorgia

    1. Ciao Gianna, devi sapere che io ho un debole per l’arista, la sto provando in mille versioni, è sicuramente il taglio di carne che preferisco cucinare. Devo ammettere però che non ho mai sentito parlare dell’arista con la crema di porri. Ti va di raccontarmi come è fatta? Mi piacerebbe provarla e, perché no, condividerla qui!

  3. Meravigliosa Giulia!
    Le tue parole, le tue fotografie e le tue ricette scaldano veramente il cuore, questo arrosto è già sulla mia lista della spesa x il prossimo weekend. Baci da Milano 🍁 🍁 🍁

  4. Ho cambiato casa, prima attorno c’erano solo campi, niente alberi, ma era comunque una fortuna in un territorio che ha scelto di cancellare la propria identità. Ora a due passi da casa c’è il bosco: non un bosco di montagna certo, ma un bosco fitto, vero, che ti avvolge, che cambia con le stagioni e te le fa sentire come una seconda pelle.
    Quando sono nervosa, quando le giornate vanno troppo di fretta (e lo sappiamo che capita) mi sono ripromessa di andarci: è incredibile quanto una semplice passeggiata ridimensioni le cose, quanto ti aiuti a riprendere il contatto con la realtà.
    E’ bello sapere che è un bene comune quello che provo!

    1. Grazie Valentina! l’arrosto è una delle mie passioni. Prima mi rimaneva difficile fotografarlo, adesso che mi ci sono appassionata è anche uno dei mie soggetti preferiti!

  5. Cara Giulia,
    Volevo dirti che il tuo blog e unico. Scrivi con un precisione delle parole ma ancora con un emozione, una passione molto toccante.. Provo di imperare italiano e trovo che il tuo modo di scrivere e pensare e una
    finestra aperto sul Italia.
    con un grande apprezzamento per il tuoi lavori,
    Bronwen

  6. Cara Giulia, che bello leggere i tuoi post e sapere che quello che scrivi è esattamente ciò che vivi perché sei esattamente dove vuoi essere, ossia a casa tua in campagna. Certo, non smettiamo mai di rimboccarci le maniche, ma quando sai di avere fatto la giusta scelta di vita tutto è più gustoso e più bello! Continua a farci compagnia con questi tuoi post. Grazie!

    1. Ciao Annalisa, dopo l’enorme spinta di fiducia e sicurezza che tutti voi mi avete dato sicuramente continuerò, con ancora maggior entusiasmo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Back To Top
×Close search
Cerca