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Castagnaccio con la ricotta. Inizia l’attesa del Natale

Pronti? Si aprono le danze, oggi è il primo dicembre.

Inizia l’attesa del Natale. Attesa, la parola che forse meglio descrive quest’anno che si sta per chiudere. A gennaio avevo scelto la parola che volevo desse forma e sostanza al mio anno, avevo scelto intenzionalità. Poi la vita, e una pandemia mondiale, hanno cambiato le carte in tavola. Poco prima di Natale abbiamo iniziato l’attesa più bella, quella di Livia, che ci ha portati a passare stagione dopo stagione, dall’autunno all’estate successiva, sognando il momento dell’incontro con la nostra bambina.

Ma ci sono state altre attese che hanno segnato il 2020.

L’attesa che tutto tornasse normale, come prima, per poterci riabbracciare, per poter viaggiare, per poter semplicemente prendere un cappuccino al bar e un cornetto alla marmellata come atto di normalità, e non come momento eccezionale da ricordare. C’è stata poi l’attesa di poter rivedere persone a noi care: parti insostituibili di famiglia che se ne sono andate senza la consolazione dell’ultimo abbraccio, o amici che hanno condiviso da lontano i nostri cambiamenti e l’allargarsi della famiglia.

castagnaccio con la ricotta

Adesso si aggiunge l’attesa del Natale: un’attesa per fortuna lieve, magica, di quella magia da bambini che rende vero anche l’impossibile.

In mancanza di abbracci e chiacchiere condivise senza una distanza di sicurezza, di quella giostra di cene, aperitivi, un caffè nel nostro locale preferito, una passeggiata per il centro storico per incontrarsi e comprare gli ultimi regali, con alcune amiche e amici abbiamo pensato di regalarci un calendario dell’Avvento virtuale su Instagram.

Così daremo un ritmo a questi giorni che sembrano tutti uguali. Quando non hai l’opportunità di incontrare liberamente le tue persone preferite, è allora che ti rendi veramente conto di quanto siano fondamentali per la tua vita, per dare un senso al tempo che scorre. Il nostro Calendario dell’Avvento virtuale ci darà la possibilità di svegliarci la mattina sapendo che c’è qualcosa di bello che ci aspetta. Riporterà quel senso di gioia condivisa, fatto di ricette e biscotti, auguri e abbracci.

Ogni giorno, a turno, ci regaliamo un po’ di tempo, una ricetta e una casellina virtuale. Oggi è toccato a me aprire le danze. Apro la casellina del primo dicembre e sotto c’è un classico della cucina toscana, il castagnaccio. Puoi aprire con noi casellina dopo casellina seguendo l’hashtag #avventocondiviso su Instagram, per avvicinarsi al Natale insieme, annullando le distanze e condividendo ricette e momenti di gioia.

castagnaccio con la ricotta

Il castagnaccio con la ricotta

Il castagnaccio è un dolce antico, che racconta di un tempo in cui la povertà e le ristrettezze venivano superate con l’inventiva delle massaie. Le castagne arrivavano infatti in aiuto quando non c’era disponibilità di grano, specialmente nelle montagne. Nella versione più semplice, infatti, bastava mescolare un po’ di farina di castagne con acqua, olio e rosmarino per infornare un dolce dal sapore graffiante, affumicato, dalla consistenza densa, quasi di budino.

Eppure il castagnaccio è anche un dolce sorprendentemente moderno. Non c’è zucchero, è fatto naturalmente senza glutine e senza latticini e nelle versioni più ricche è impreziosito dalla frutta secca e dall’uvetta. L’ingrediente fondamentale, però, rimane un’ottima farina di castagne.

Appena messa in bocca la sua consistenza farinosa si scioglie e libera la dolcezza e il sapore della castagna, l’aroma si risveglia e solletica i ricordi: una bambina con il piumino azzurro, le mani con guanti di lana, un cartoccio di carta bianco caldo e fumante e dentro mille lire di castagne, le luci dei negozi, mamma e babbo con me e il gusto dolce delle caldarroste. Ogni volta che assaggio il castagnaccio, il sapore dolce e farinoso delle castagne mi riporta agli inverni di quando ero bambina.

Parlare di castagnaccio in Toscana, però, può essere, al solito, un argomento spinoso, perché ogni zona usa frutta secca diversa o aromi diversi.

Fino a poco tempo fa avrei scommesso tutto sull’abbinamento uvetta e pinoli, un classico delle mie parti, ma quando ho assaggiato un castagnaccio in Garfagnana, mi sono ricreduta. È un castagnaccio più denso e dolce, meno farinoso, fatto non solo con uvetta e pinoli, ma anche noci e soprattutto scorza di arancia, che aggiunge una nota agrumata e trasforma il castagnaccio in un dolce dai sapori tipicamente natalizi.

castagnaccio con la ricotta

Quello del castagnaccio è infatti un gusto acquisito.

Un buon olio extra vergine d’oliva, l’affumicato della farina di castagne, il gusto erbaceo del rosmarino, l’assenza di zucchero: difficilmente riusciamo ad abbinare tutto questo a un dolce. Mi ricorderò sempre la prima volta che feci assaggiare il castagnaccio ad un’amica finlandese. Con enorme gentilezza l’assaggiò, ma poi non andò oltre il primo morso. Dopo un silenzio esitante esclamò: ma sa di renna!

E da lì ho capito che per far apprezzare il castagnaccio a chi non è abituato al suo gusto serve un alleato: la ricotta.

L’abbinamento con la ricotta è un classico: funziona con i necci, e si presta molto bene a ingentilire anche un castagnaccio.

Visto che qui siamo in clima festivo, ho ricavato dei dischetti dal castagnaccio e li ho accoppiati a due a due, come in un sandwich, con la ricotta montata con pochissimo zucchero, gocce di cioccolato e arancia candita, a richiamare la scorza aggiunta all’impasto del castagnaccio. Una spolverata finale di zucchero a velo, come una nevicata leggera, trasforma il castagnaccio in un dolce natalizio, uno di quelli che avrei preparato per chiudere una cena degli auguri con gli amici di sempre.

castagnaccio con la ricotta
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5 da 6 voti

Castagnaccio con la ricotta

Un classico dolce toscano, il castagnaccio, rivisitato in chiave natalizia con ricotta, gocce di cioccolato e arancia candita.
Portata Dolce
Cucina Toscana
Keyword castagnaccio, ricotta
Preparazione 20 minuti
Cottura 40 minuti
Tempo totale 1 ora
Porzioni 6 persone

Ingredienti

Ingredienti per il castagnaccio

  • 50 g uvetta
  • 1 cucchiaio vinsanto
  • 250 g farina di castagne
  • 1 pizzico di sale
  • Scorza di ½ arancia
  • 400 ml acqua
  • 50 g pinoli
  • 1 rametto di rosmarino
  • Olio extravergine di oliva

Ingredienti per la farcia di ricotta

  • 100 g ricotta fresca, ben scolata
  • 1 cucchiaino zucchero a velo
  • Scorza di ½ arancia
  • 20 g gocce di cioccolato
  • 20 g arancia candita

Istruzioni

  • Scaldate il forno a 180°C e mettete l'uvetta in ammollo in una ciotolina con un po’ di acqua tiepida e un cucchiaio di vinsanto.
  • Setacciate la farina di castagne in una ciotola ampia e aggiungete un pizzico di sale.
  • Versate poi l’acqua poca per volta, mescolando continuamente in modo che non si formino grumi. Unite la scorza di arancia grattata, l’uvetta strizzata, metà dei pinoli. Mescolate ancora per distribuire bene gli ingredienti.
  • Ungete con abbondante olio extravergine di oliva una teglia rotonda di 26 cm di diametro e riempitela con l’impasto del castagnaccio.
  • Cospargete la superficie con i rimanenti pinoli e con gli aghi di rosmarino.
  • Finite con un filo d’olio e infornate in forno caldo.
  • Cuocete per circa 40 minuti, fino a che il castagnaccio non sarà asciutto in superficie, con una trama di rughe sottili, e ancora morbido al suo interno.
  • Fate raffreddare il castagnaccio e intanto preparate il ripieno dei sandwich.
  • Montate la ricotta fresca con lo zucchero e la scorza di arancia, poi aggiungete le gocce di cioccolato e i canditi di arancia a cubetti.
  • Con un coppapasta di 5 cm di diametro, ricavate dei dischi dal castagnaccio: dovreste ottenerne almeno 12.
  • Riempite una tasca da pasticciere con la ricotta, e usatela per accoppiare i dischi di castagnaccio a due a due. Finite con una spolverata di zucchero a velo e servite.
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castagnaccio con la ricotta

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This Post Has 16 Comments
  1. Al “sa di renna” mi sono ribaltata.
    Credo anche io che il castagnaccio sia per palati addestrati. Se impari a mangiarlo da piccolo e ti piace, diventa irresistibile. Ma per chi lo assaggia per la prima volta magari da adulto, l’effetto può essere respingente.
    Io l’ho imparato ad amare da grande ma è stato un colpo di fulmine, forse perché ho un’insana passione per le castagne e derivati. Trovo irresistibile quell’aroma di affumicato che esce alla distanza quindi lo adoro semplicemente così, com’è. Certo che se tu mi ci metti la ricotta, allora sono finita!
    Le foto ingolosirebbero anche un cieco. Un forte abbraccio…il Natale con i bambini è il Natale più bello.

    1. Sai che anche io ho imparato a mangiarlo da grandina? le castagne sempre mangiate, ma mia mamma non ama il castagnaccio, quindi non me l’ha mai proposto.
      È stato proprio grazie al blog che l’ho scoperto, e che me ne sono innamorata!

  2. 5 stars
    Scrivevo ieri sulla rubrica “buona forchetta” del Forum “il braccoitaliano.net postando una ricetta di ceci e castagne:
    – Questa mattina sono uscito da “bravo nonno”, qual duca a preservare i pargoli dalle “tre fiere” in questi malatempora di andazzo e di malefici fluidi, alla volta della scuola. Faceva freddo. Non certo il freddo delle uscite a camosci in alta montagna con la neve alta fin qui… o anche solo delle nebbiose mattine di Novembre nelle morte del Sesia a scovar anatre… Freddo, insomma, da città, sufficiente, però, a far ricordare tutte le emozioni, gli odori, i profumi e i sapori dell’inverno vissuti nell’infanzia e che ora bisogna fare qualche passo verso l’aperta campagna o la montagna per riscoprirli. Vere emozioni, tra le più avvolgenti, capaci di riportarci dove il tempo di nostra vita ci ha condotto nel passato e che il ricordo ora ci riporta ad apprezzare.
    Uno di questi sapori lo ritrovo sempre in tutto ciò che “sa” di castagne e l’ammannito che segue l’ho ritrovato quasi per caso, o per inconscio, tra le moderne righe in Bit di una rubrica di cucina. E qui la ripropongo. –
    Ed eccola qui una ricettina che proprio mi mancava che forse aiuterà ad aldolcire l’amarognolo di un Natale…sfilacciato e per molti doloroso.
    non mancherò, se sei d’accordo, di pubblicizzarla, con link, naturalmente, sul nostro Forum.
    Fabrizio

    1. Certo Fabrizio, come sempre sai che mi fai un gran piacere! e che bella la tua descrizione del freddo invernale, me lo hai fatto sentire fin dentro le ossa, e mi hai fatto venire voglia di un bel piatto di zuppa calda!

  3. 5 stars
    Un suggerimento per chi, come me, non ha la fortuna di vivere in toscana, per procurarsi della buona farina di castagne?
    In sicilia solo roba puzzolente da supermercato!
    Dimenticavo! Deliziosa la ricetta (altrimenti perché interessarsi al reperimento dell’ingrediente principale?)

    1. Ciao Francesca, capisco benissimo, la farina di castagne è altamente deperibile e spesso nella grande distribuzione tende a sciuparsi facilmente.
      Io ho un amore per Mulino Marino, la loro farina di castagne è molto buona.
      Altrimenti, per giocare in casa, la farina di marroni del Mugello, qui la puoi acquistare: http://lunica-shop.com – tra l’altro tutti i loro prodotti sono molto buoni!

  4. Ciao! Io sono lucchese ma, forse perché mia mamma è lombarda a casa mia non usava, il castagnaccio proprio non riesco a farlo. Ho prodotto mattoni buoni a costruire muri, ma anche palle di fango che una volta messe in bocca si sono trasformate in cemento a presa rapida lasciando l’incauto avventore senza parole. E la farina di castagne ce l’ho buona! Hai per caso consigli per azzeccare la consistenza? Grazie e buona giornata! Francesca

    1. io mi trovo bene con questo rapporto di farina e acqua, fa un impasto morbido, ma non troppo liquido, e poi olio, olio, olio, ci deve quasi galleggiare! 😛

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