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Semplicità. Strudel salato con zucca, patate e pecorino.

Anche quest’anno ho abbandonato i buoni propositi da fare a gennaio in favore di una parola. Una parola sola, evocativa. Negli ultimi anni questa parola ha funzionato un po’ come una formula magica scribacchiata su un pezzetto di pergamena, e un po’ come un auspicio, uno di quelli potenti, dal passato, inciso a lettere capitali sull’architrave in marmo di un tempio.

Quest’anno ho scelto la parola semplicità.

Ho salutato con riconoscenza mestiere e stagionalità, che mi hanno accompagnata lo scorso anno e mi hanno resa più forte e più ancorata alla realtà. Per quest’anno vorrei continuare a farmi guidare dagli stessi principi per i quali avevo scelto proprio quelle due parole, ma vorrei farlo con semplicità.

Per dare intenzionalità a questa nuova parola, mi sono tagliata i capelli, molto molto corti. Non è la prima volta che succede: lo avevo fatto gli ultimi giorni del 2011, quando si era chiuso un capitolo, quello del mio lavoro come dipendente in un ufficio, e stava per iniziare una vita completamente nuova, piacevolmente sconosciuta. Sono rimasti corti per poco più di un anno, poi ho incontrato Tommaso e ho deciso di lasciarli allungare di nuovo. Animo romantico il mio. Eppure lui mi ha detto che proprio quel mio taglio di capelli gli aveva dato l’impressione che fossi una ragazza decisa, sicura di me.

Lì, davanti allo specchio, mentre il parrucchiere tagliava via i riccioli che avevano richiesto anni per crescere, mi girava la testa, mi guardavo e non mi riconoscevo. Poi piano piano è spuntata quella ragazza di sette anni fa, le ho sorriso come se avessi incontrato una vecchia amica, una nella quale ti rispecchi e con la quale misuri i tuoi cambiamenti, una con meno paure, paranoie, insicurezze.

So che un taglio di capelli non basta a semplificare la vita, ma per me i capelli corti sono sempre coincisi con veri cambiamenti, con evoluzioni personali, con prese di coscienza importanti. Mi guardo allo specchio – capelli corti di un castano profondo, la pelle pallida dell’inverno, un filo di trucco per lasciare una traccia di femminilità, il rossetto per sorridere più spesso – e capisco che finalmente questo sarà l’anno della semplicità.

Giulia e Tommaso

Semplicità nella vita quotidiana.

Mi dico sempre che non ho abbastanza tempo per me, ma non è vero. Il problema è che spreco tantissimo tempo nel fare cose che non hanno importanza, che mi distraggono, che rubano spazio a quello che veramente vorrei fare.

Oltre al lavoro, che amo, cosa vorrei fare? Ma fare per davvero, senza più scuse. Vorrei leggere di più, perché leggere mi arricchisce e mi riempie di idee. Vorrei scrivere, non solo qui sul blog e sulla newsletter settimanale. Vorrei scrivere il libro a cui sto pensando da due anni e che sto rimandando sempre. Vorrei passare più tempo all’aria aperta, camminando e lavorando nell’orto. Vorrei passare più tempo con le persone a cui voglio bene, con gli amici, libera da distrazioni.

Quindi il tempo che passo passivamente sui Social Media, quello che impiego a lamentarmi per quello che non sono riuscita a fare, quello che spreco a paragonarmi a chi ha fatto meglio, di più, prima di me, quello che butto via in progetti in cui non credo ma nei quali mi sono ritrovata coinvolta… è tutto tempo che potrei usare diversamente, semplificando le mie giornate e i miei pensieri.

Semplicità nei sentimenti.

Perché sei una persona semplice è diventato un’offesa? Perché non può essere un complimento? Essere semplici non significa essere stupidi, così come essere leggeri non significa essere superficiali.

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Italo Calvino

Essere semplici significa amare onestamente e apertamente, sostenere gli amici con parole di incoraggiamento, combattere l’invidia e il senso di inferiorità e di esclusione coltivando rapporti umani sinceri. Forse la semplicità nei sentimenti è la più difficile da ottenere, ma quella che, una volta conquistata, può aprire scenari inaspettati. La semplicità per me si lega alla leggerezza, alla gratitudine, all’onestà. Quando avrò dei figli, questi sono i valori che vorrei insegnare loro.

Semplicità nella scrittura.

Fino a ora ho parlato di vita privata, ma la semplicità vorrei che si applicasse anche al lavoro. Alla scrittura, per esempio. La scrittura più semplice è, paradossalmente, la più difficile, quella sulla quale si è lavorato di più, togliendo il non necessario, ciò che è pensante e ridondante. Qui torna l’importanza del mestiere, come sostenevo lo scorso anno, del lavoro artigiano sulle parole e sui testi.

Grazie al corso Scrivere di sé sto imparando tantissimo da Silvia Schiavo, sulla scrittura e su chi sono, sulla bellezza della riscrittura e dell’editing e sull’importanza che la scrittura ha nel conoscere noi stessi e nel chiarire i nostri passaggi mentali. Il 2019 sarà un anno di letture e di tanto esercizio, con l’obiettivo di consolidare un tono di voce, semplice, quotidiano, caldo, amichevole, non banale.

Semplicità nella fotografia.

Da quando c’è il blog scrittura e fotografia vanno di pari passo, sono due facce della stessa medaglia, due strumenti complementari che servono a raccontare una storia. Anche nella fotografia scelgo la semplicità, la luce naturale, un’ambientazione realistica in una cucina di casa. Scelgo il cibo come eroe della mia foto, la semplicità come tratto distintivo.

Voglio che una foto qui sul blog ti metta appetito, ti faccia venire voglia di cucinare, ti faccia sentire perfettamente in grado di riprodurre quello che vedi. Non cerco foto aspirazionali, ma foto che creino un senso di identità e di riconoscimento.

Semplicità in cucina.

Le ricette che condividiamo qui sul blog nutrono, danno piacere nel momento in cui le prepari e poi dopo, quando le mangi. Sono pensate per far star bene, non per impressionare e stupire. Sono ricette semplici, familiari, perché mangiare è un atto quotidiano al quale non possiamo e non dobbiamo rinunciare.

Continueremo quindi a condividere ricette semplici, ricette del mio repertorio di cucina, ricette con ingredienti di stagione, ricette che noi per primi ci siamo divertiti a preparare e abbiamo mangiato con piacere.

Niente è banale in cucina, e lo so bene, perché mamma ci ha tirate su con la fettina all’olio e la frittata di patate, ma ci ha fatto percepire sempre l’amore in ogni suo gesto, l’importanza del nutrire e del prendersi cura dell’altro, anche se per lei cucinare è sempre stato più un dovere che un divertimento.

Anche se la mia parola del 2019 è semplicità, ho l’impressione che sarà tutt’altro che semplice realizzare tutto quello che questa parola racchiude per me. Come sempre, sarà un percorso che, se vorrai, faremo insieme, di ricetta in ricetta, di stagione in stagione. Abbiamo iniziato a novembre con i rituali della colazione e lo svegliarsi presto, poi siamo passati attraverso i menu delle feste e ora siamo qui, con un anno nuovo di zecca di fronte a noi. Saranno i capelli corti, sarà l’agenda nuova, ma mi sembra davvero che il senso di novità e di aspettativa stiano vibrando nell’aria.

Qual è la tua parola per questo 2019? Come vuoi sentirti quest’anno?

Strudel salato con zucca, patate e pecorino

Strudel salato con zucca, patate e pecorino

Ricetta in collaborazione con Arborea

Tanto ho parlato di ricette semplici, stagionali, che fanno star bene, che non potevo non condividere una ricetta che per me incarna tutte queste caratteristiche.

Le torte salate hanno spesso il compito di raccogliere tutto quello che è rimasto sul fondo del frigo, o della dispensa, e di dargli una nuova vita. Io ho usato patate e zucca, ma niente vieta che al ripieno ora che è inverno si aggiungano broccoli, cavoletti di Bruxelles, verza, cipolle, carciofi… Il formaggio, poi, è un pecorino fresco, ma puoi usare tutti quegli angolini di formaggio che ti sono avanzati dalle feste di Natale, mischiandoli a piacimento, purché non siano troppo stagionati (in questo caso meglio grattarli che tagliarli a cubetti), o troppo molli (nel caso di una mozzarella, per esempio, meglio farla scolare un po’).

Ma quello che più mi piace in questo caso è la sfoglia. È una sfoglia da pie americane che ho già usato per fare una pie alle pesche, che può essere usata indifferentemente per torte dolci e salate, galette e strudel. Si prepara in dieci minuti, è estremamente semplice – basta seguire il procedimento e sì, il burro davvero va lasciato in pezzettoni – e sfoglia in cottura, diventando croccante e leggerissima.

L’unica cosa da ricordare è che necessita per lo meno un’ora in frigo prima che tu la possa stendere ma, a parte questo, può essere fatta con quello che hai comunemente in casa: farina, normale o integrale, sale, acqua gelata e un buon burro. Io ho usato il burro Arborea, ottenuto da 100% latte sardo, profumato e ricco, raccolto ogni giorno da allevamenti selezionati in Sardegna dalla Cooperativa Arborea.

Si può preparare in anticipo, poi basta passarla in forno caldo per qualche minuto proprio prima di mangiarla. Può essere una cena infrasettimanale, una torta salata da portare a casa di amici come aperitivo – cosa che ho fatto io con questo strudel – o anche un pranzo comodo da portare in ufficio.

Tu come la faresti? Che ingredienti andrebbero a finire nel tuo strudel salato?

Strudel salato con zucca, patate e pecorino

Strudel salato con zucca, patate e pecorino
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Strudel salato con zucca, patate e pecorino

Le torte salate hanno spesso il compito di raccogliere tutto quello che è rimasto sul fondo del frigo, o della dispensa, e di dargli una nuova vita. 
Portata Torta Salata
Cucina Italiana
Keyword burro, fiori di zucca, formaggio, patate, strudel salato
Preparazione 20 minuti
Cottura 50 minuti
Riposo della sfoglia 1 ora
Tempo totale 1 ora 10 minuti
Porzioni 4

Ingredienti

Per la sfoglia

  • 200  di farina 0
  • 50 g di farina integrale
  • ½  cucchiaino di sale
  • 160  di burro Arborea, freddo
  • 100  ml  di acqua gelata

Per il ripieno

  • 3 patate rosse, medie
  • 500 g di zucca noce di burro
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1 spicchio di aglio
  • Qualche foglia di salvia
  • Sale
  • Pepe
  • 150 g di pecorino fresco
  • 60 g di olive nere denocciolate

Per la finitura

  • 2 cucchiaini di semi di sesamo
  • 1 cucchiaini di semi di papavero
  • 1 uovo sbattuto

Istruzioni

  • Versate la farina con il sale in una ciotola ampia, aggiungete il burro ancora in forma di panetto e con una spatola coprite il burro di farina e tagliatelo a metà, poi di nuovo a metà, fino a che non ottenete pezzettini di burro grandi più o meno come nocciole, il tutto amalgamato alla farina.
  • Aggiungete l'acqua gelata poco per volta e impastate velocemente con le mani quel tanto che basta a creare una palla di impasto. Non importa che sia omogenea, l'importante è che stia insieme.
  • Avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigo almeno un'ora.
  • Mentre la sfoglia riposa, preparate il ripieno.
  • Lavate bene le patate rosse e tagliatele a cubetti. Fate lo stesso con la zucca.
  • Versate l’olio in una padella ampia, poi aggiungete lo spicchio di aglio schiacciato e la salvia, tagliata in striscioline sottili.
  • Scaldate l’olio per un minuto, poi aggiungete zucca e patate. Condite le patate con sale e pepe e fatele cuocere a fuoco medio, girandole spesso, finché non sono morbide e dorate qua e là.
  • Toglietele dal fuoco, trasferite in una ciotola e fatele raffreddare completamente.
  • Quando patate e zucca sono fredde, aggiungete il pecorino fresco tagliato a cubetti e le olive nere denocciolate, tagliate a rondelle.
  • Scaldate il forno a 220°C.
  • Tirate fuori la sfoglia dal frigorifero e, con l’aiuto di un matterello, stendetela su un piano infarinato in una sfoglia di 30x40 cm.
  • Spostate la sfoglia su un pezzo di carta forno, questo vi aiuterà a arrotolare lo strudel e a trasferirlo sulla teglia.
  • Sistemate al centro della sfoglia, lasciando 2 cm su ogni lato, il ripieno di zucca, patata e pecorino, poi avvolgete la sfoglia su e stessa a partire dal lato lungo.
  • Fate in modo di tenere la chiusura sul fondo e sigillate bene le due parti finali.
  • Con l’aiuto della carta forno, trasferite lo strudel su una teglia.
  • Spennellate la superficie con un uovo sbattuto e poi spargeteci sopra i semini.
  • Infornate lo strudel in forno caldo e fatelo cuocere per 10 minuti a 220°C, poi abbassate la temperatura a 190°C e proseguite per altri 25 minuti. Lo strudel sarà pronto quando sarà ben dorato.
  • Fate raffreddare lo strudel 5-10 minuti prima di servirlo, si taglierà molto meglio. Può essere preparato in anticipo, anche il giorno prima, e passato brevemente in forno prima di servirlo.

Note

In caso di intolleranza al lattosio puoi sostituire il burro Arborea con il burro Alta Digeribilità senza lattosio di Arborea.
Hai provato questa ricetta?Ci piace vedere tutte le tue creazioni su Instagram, Facebook & Twitter! Scatta una foto e condividila taggando @julskitchen e usando l’hashtag #myseasonaltable!

Completa il menù con…

Spesso è difficile immaginare un menù attorno a una torta salata, perché pare possa vivere di vita propria. Però per una sera d’inverno io accompagnerei lo strudel con un’insalata invernale di cavolo rosso e carote. Sentirei anche la necessità di una vellutata, magari con cavolfiore e cannellini: non tanta, basta una ciotola per scaldare mani e cuore. E per finire i biscotti di frolla con le pere, magari da sgranocchiare direttamente sul divano.

  • Vellutata di cavolfiore e cannellini. Questa vellutata fa parte dei miei esercizi di focalizzazione, cucinarla serve per essere presente a me stessa. I porri vanno affettati sottilmente, fatti cuocere all’inizio con poco olio e sale fino a che non si ammorbidiscono, facendo in modo che non brucino. Adesso una vellutata bollente, servita in una ciotola che sembra fatta apposta per essere abbracciata con le mani, è tutto quello di cui sento di aver bisogno alla fine di una giornata fredda passata a lavorare.
  • Insalata invernale di cavolo rosso e carote. Quest’insalata è diventata velocemente la mia insalata invernale preferita, non mi stanca mai: saranno i semini croccanti e caldi che creano un contrasto piacevole con il cavolo e le carote freddi, sarà la salsa di yogurt e tahini che – nonostante sia leggera e sana – mi dà quel brivido di internazionalità in più e mi diverte. A volte vario e invece della tahini uso un cucchiaio di senape bella vivace: sta a te scegliere, le note tostate e mediorientali della tahini o l’accento acuto e nordico della senape. Se ti senti italiana e mediterranea, una citronette di olio e limone o olio e arancia sarà ugualmente perfetta per condire l’insalata.
  • Biscotti con le pere. La frolla è la classica frolla friabile, burrosa e profumata, il ripieno è fruttato e delicato. La spolverata di zucchero a velo ricorda la prima neve delle mattine d’inverno.

Strudel salato con zucca, patate e pecorino

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  1. Stai bene col nuovo taglio, adesso accentuerei il trucco sugli occhi per farli risaltare ancora di più (in questo caso poco rossetto o viceversa) e per le occasioni straordinarie aggiungerei degli orecchini un po’ importanti per dare più luce. Quanto alla semplicità, ben venga ma un po’ di innovazione non guasta….proprio l’altro giorno guardando in tv una ex blogger che un po’ ti somiglia ho pensato: Fa cose un po’ troppo semliciotte…(e anche datate secondo me) ma tu non ci deluderai ne sono sicura.

    1. Dimenticavo la mia parola per il 2019, miglioramento! Nel senso che voglio essere migliore nel mio modo di vivere.


  2. Figurati che la mia parola per il 2019 è e s s e n z i a l i t à, quindi ti capisco molto bene! A questa parola ho dato una duplice connotazione, oltre a quella di ridurre all’essenziale, quindi sfrondare, semplificare, anche quella di scavare, andare in profondità. Voglio che questi concetti caratterizzino il mio 2019 nella vita ed in cucina.


  3. Ti stanno benissimo i capelli così! Farò questa ricetta domani, sembra più che buono… comunque sai che è giustamente semplicità di quello che ho bisogno in questo momento…
    Mi sa che adotterò anche questa filosofia e vediamo se questo anno diventa più semplice 🙂

  4. siete bellissimi, e mi fate tanta gioia. grazie per la bella foto
    e per le ricette

    la mia parola 2019: tranquillità

    grazie

  5. Un taglio finalmente che mette in risalto tuo ovale, gli occhi verde cipresso, e sottolinea di più il sorriso; ti rende giovane, scattante e jazzitta: si il ritmo ci
    Vuole! E ora ho la zucca vado a preparare lo strudel salato con zucca, mela, zucchine e fiori di!


  6. …ho adorato questo post dalla prima all’ultima parola. Potrei averlo scitto io!
    Sto intraprendendo un percorso di cambiamento e tutto quello che scrivi lo condivido appieno…
    Adoro tutte le tue ricette, adoro te, la tua semplicità e…questo strudel meraviglioso, of course…mi sa che te lo copierò quanto prima 😉
    P.s. stai benissimo col nuovo taglio!


  7. Grazie per le tue parole dirette e confortanti.
    la mia parola per quest’anno è organizzazione, che può sembrare macchinosa e faticosa, in realtà vuole portare alla semplicità e alla tranquillità. perché a nessuno servono confusione e disordine.
    leggo sempre con molto interesse il blog, ma purtroppo non ho ancora iniziato a sperimentare le ricette. mi auguro che “organizzazione” mi porti ad esplorare attivamente il mondo della cucina.

  8. In questi giorni ripensavo ad un tuo post passato, tutto questo per una serie di situazioni personali. E stamattina mentre andavo sul lungomare in motorino ancor di più. Sono andata a ricercarmelo e poi ho letto anche questo post. Ed il motivo per cui mi ronzava in mente è l’importanza di essere se stessi, senza maschere, non fingere ciò che non si è.
    In questo periodo mi capita spesso di trovare stimoli e spunti nei libri, nei blog, nei giornali…o se vuo anche ne “la casa di carta”…quindi grazie per queste parole. A ben pensarci ci sono due parole che voglio fare ancor più mie quest anno, concretezza e semplicità. Concretezza negli affetti, nella vita, nelle passioni e semplicità, schiettezza perchè altrimenti si rischia di perdersi di vista.E mi vengono in mente molte cose di cui abbiamo parlato con te, Tommy e Rossella 😉

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